I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
HOME     INDICE ALFABETICO    

Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 10 2016 alle 22,59

Tong Changping Giuseppe - Weinan . Shaanxi

Tong

Il vescovo che pianse alla vista della Basilica di San Pietro. Quando andai a riceverlo a Fiumicino, nel tragitto verso casa mi chiese di passare da san Pietro. Arrivati a metà di via della Conciliazione mi pregò di fermare, scese dalla macchina, fissò la Basilica e scoppiò in pianto.

 

 

 

 


 

Il vescovo Tong nacque nel dicembre 1968 e fu ordinato sacerdote nel gennaio del 1997. E’ soprannominato il ”settimo Tong” perché è il settimo sacerdote della diocesi col nome di famiglia Tong. Molti cattolici  nel suo viaggio sono Tong o Bai. La zona è chiamata la fabbrica dei preti perché molte vocazioni vengono da quel villaggio. Il vescovo Tong ha studiato filosofia e teologia nel seminario regionale di Xi’an e per due anni ha proseguito gli studi in un Istituto di scienze legali e politiche nello Shaanxi.


Ha insegnato diritto canonico nel seminario di Xi’an. Tornato in diocesi con l’aggravarsi delle condizioni di salute di mons. Zhang Wenbin, mons. Tong Changping, nominato dalla Santa Sede  nel  2002,  fu consacrato  segretamente vescovo il 12 novembre 2002, da  mons. Li Duan, alla presenza di due Sacerdoti, come testimoni. Il suo predecessore, mons. Lorenzo Zhang Wenbin, morì il 24 dicembre successivo, a 88 anni.  Mons. Tong era allora il vescovo più giovane della Chiesa in Cina. Il 17 gennaio del 2004 fu ufficialmente installato come ordinario di Weinan.
 
Weinan è divenuta missione sui iuris nel 1932, e nel 1934 Prefettura apostolica. Quando mons. Pietro Moretti fu espulso, nel 1952, nominò Lorenzo Zhang Wenbin suo Vicario delegato. La Prefettura Apostolica aveva allora 10 sacerdoti cinesi. Zhang Wenbin tornò in carica negli anni ottanta: durante il suo episcopato ha ordinato 26 nuovi preti e ricostruito 19 chiese, con l’aiuto di molte agenzie estere. La Circoscrizione di Dali  era affidata prima della “liberazione” ai francescani italiani, separata da Xi’an e costituita in Prefettura Apostolica nel 1935. La vita cattolica  riprese soltanto negli anni ottanta, dopo un lungo periodo di ibernazione. 
 
shaanxiL’antica Prefettura divenne “Diocesi” per decisione delle Autorità centrali di Beijing. Il primo Vescovo, Lorenzo Zhang Wenbin, mons. Lorenzo Zhang Wenbin era nato nel 1913. Nel 1943, fu ordinato sacerdote. Durante i primi trent’anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese ha sofferto, come tutti, persecuzione e carcere. Nel 1981, infine, a Beijing, fu consacrato vescovo.

Vienna 
 
 
Attualmente la diocesi ha  13.000 cattolici, 31 sacerdoti, 40 suore; sono state ricostruite 31 chiese.
 

 terracottaA pochi chilometri da Weinan si trova ll famoso Esercito di terracotta 
Nel 1970 nei pressi del monte Li, nel Nord della Cina, vennero rinvenuti alcuni frammenti di statue in terracotta, da cui scaturirono nuove informazioni sulla scultura e organizzazione militare dell’Antica Cina.

Nel 1974, durante dei lavori di scavo a Xian condotti da contadini, a circa 1500 metri dal tumulo imperiale, venne alla luce il mondo sotterraneo di Qin Shi Huang, imperatore della Cina dal 246 al 221 a.C.

Qui, vennero trovate circa 6.000 statue in terracotta raffiguranti i guerrieri dell'esercito imperiale, ognuno diverso da un altro, realizzati con impressionante realismo (immortalati con le eventuali deformazioni o mutilazioni che possedevano i modelli originali in vita).

terracottaSi tratta di statue alte da 1,75 a 1,95 metri (stranamente troppo alte per raffigurare personaggi cinesi), piene dalla vita in giù, vuote internamente dalla vita in su, probabilmente per dar loro maggiore equilibrio e farle così rimanere in piedi senza problemi. 
Sono presenti anche arcieri e circa 100 carri trainati da 400 cavalli (4 cavalli per ogni carro). I guerrieri erano armati con lance in legno e bronzo.
La parte in legno è andata perduta, per via della deperibilità di questo materiale, ma le punte in bronzo vennero trovate dagli archeologi ai piedi delle statue durante i lavori di scavo.



Qin Shi huang fu il primo imperatore della società feudale cinese ed un personaggio da sempre fonte di dispute nella storia del paese.
Qin Shihuang è stato il primo imperatore ad unificare la Cina, adottando poi una serie di misure per promuovere lo sviluppo della società, dell'economia e della cultura, come l'unficazione delle monete, dei caratteri e delle unità di lunghezza, capacità e peso. 

Nel frattempo per prevenire le aggressioni delle minoranze della Cina settentrionale, egli costruì la Grande Muraglia come mezzo di difesa dai nemici. Queste misure fecero di lui un famoso uomo politico nella storia cinese.

Tuttavia Qin Shihuang fu anche eccessivamente crudele. Per controllare la mente del popolo, adottò l'iniziativa disumana dell'incendio dei libri e del seppellimento dei letterati, facendo bruciare i libri non corrispondenti ai criteri governativi e seppellendo addirittura vivi molti letterati che nutrivano opinioni diverse dalle sue, in modo da tutelare il potere della Dinastia Qin.

Subito dopo aver unificato il paese, l'imperatore Qin Shihuang iniziò a costruire la sua tomba, a cui lavorarono circa 700.000 uomini provenienti da tutto il paese per circa 40 anni, tuttavia alla sua morte, questa non era ancora stata terminata.

Il Mausoleo dell'imperatore Qin Shihuang è posto un chilometro a nord del Monte Lishan alla periferia di Xi'an, nella provincia dello Shaanxi, e copre una superficie di 56 kmq. La base della struttura è pressochè quadrata, con una lunghezza da sud a nord di 350 metri, da est a ovest di 345 metri e un'altezza di 76 metri, e dal punto di vista generale ha la forma di una piramide. Attraverso ricerche, gli archeologi cinesi hanno scoperto che intorno al mausoleo sono sparse circa 5000 fra fosse per il corredo funebre e tombe secondarie di dignitari e operai che hanno costruito il mausoleo.

La camera funeraria, non ancora portata totalmente alla luce, sarebbe così profonda da attraversare 3 livelli di falde acquifere, con pareti in bronzo e circondata da fiumi di cinabro, cioè solfato di mercurio che, per la filosofia taolista, sarebbe un attivatore energetico per l'immortalità. 

Documenti storici riferiscono che l’imperatore aveva una morbosa paura della morte. Si spostava continuamente nel suo palazzo reale che era composto da ben diecimila stanze e non dormiva mai nella stessa stanza per due volte di seguito, per la paura che gli spiriti maligni potessero ucciderlo. Probabilmente questa fobia lo indusse a costruire il mausoleo con l’esercito di terracotta pronto a difenderlo per l’eternità.


Quest'esercito che per molti rappresenta l'Ottava meraviglia del mondo, è una fedele replica dall'armata che aveva unificato la Cina. Tuttavia, nelle fosse, sono state trovate poche armi, poiché furono saccheggiate da ribelli che si insediarono sul trono imperiale: la dinastia Han. Dalle posizioni delle mani e del corpo delle statue, possiamo però immaginare le tecniche di combattimento di fantialabardieri, arcieri e balestrieri. Si combatteva soprattutto a piedi; i carri ed i cavalli servivano per dirigere i movimenti della fanteria. La cavalleria fu introdotta più tardi, per affrontare i guerrieri nomadi che in battaglia utilizzavano appunto i cavalli.
Le statue colpiscono inoltre per il loro realismo e nei particolari: la tecnica usata per realizzarli consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) e completate con l'aggiunta di gambe e braccio. La struttura poi, veniva ricoperta di blocchetti di argilla per creare le uniformi e decorata successivamente.

Ogni fossa ha una formazione e grandezza diversa, la più grande, la n. 1, si estende per 14.260 metri quadrati di superficie e conteneva seimila guerrieri articolati tra avanguardia e corpo principale dell'esercito, quest'ultimo suddiviso in 38 file longitudinali di fanti e carri da combattimento.
Una quarta fossa, trovata vuota, probabilmente fu abbandonata prima di venir completata.

Sembra che la tomba dell’Imperatore sia stata riempita da modellini di templi e palazzi.Meccanicamente furono fatti scorrere canali di mercurio, per imitare il fluire del fiume Giallo e del fiume Azzurro. Un’enorme cupola di rame a rappresentazione del cielo notturno, copriva questa copia dei domini imperiali, la scena era poi illuminata con lampade ad olio.Per proteggere il tutto contro i predoni, vennero installate delle balestre, pronte a colpire automaticamente.

La disposizione delle statue non lascia dubbi, l'esercito è pronto per la battaglia, i soldati sono disposti in tre falangi con settanta arcieri o balestieri seguiti da trentasei file da centocinquanta guerrieri circa per un totale di nove squadre d'attacco. Ogni squadra è composta da quattro file e scortata da un carro con un guidatore ed un arciere. Il carro è trainato da quattro cavalli la cui realizzazione è altrettanto sorprendente, misurano difatti due metri di lunghezza ed hanno un altezza al garrese di un metro e mezzo.

Qualcuno ha ipotizzato che di fronte alla minaccia di un invasione ed in assenza di un esercito adeguato, delle figure umane al tramonto avrebbero facilmente ingannato l'occhio del nemico fino a farlo desistere dall'attacco. Di fronte a tale affascinante ipotesi sorge il dubbio del perchè ogni guerriero sia diverso dall'altro. Non solo nei tratti somatici, riprodotti in modo perfetto anche nei difetti (labbro leporino, orecchio mozzato, ecc), ma anche nell'abbigliamento, e nell'armamento.

La storia ci dice che in epoca imperiale(200 a.C.) la guardia dell'imperatore era formata scegliendo dai vari eserciti dell'impero i migliori soldati. Questo spiega i diversi abbigliamenti, ma non il motivo per cui sono stati riprodotti. Essendo stati ritrovati vicino alla tomba dell'imperatore, si può ipotizzare che la sua guardia in questo modo lo avrebbe difeso anche nell'aldilà? O forse come sostengono altri, quando vennero aboliti i sacrifici umani, furono sostituiti con il "sacrificio" di statue dette oggetti di luce. Se così fosse si sarebbero avuti altri ritrovamenti simili, cosa che a tutt'oggi non è avvenuta.

Nel 1987 il mausoleo dell'imperatore Qin Shi Huangdi, di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.


 

 
 
 

Archivio blog

Vescovi viventi   (92)


Vescovi defunti   (72)


Interviste   (4)


Elenco Vescovi cinesi   (1)


Diocesi vacanti   (0)


Lettere pastorali   (1)


Omelie   (0)


Discorsi   (0)


Fatti particolari   (5)


Figure particolari di Vescovi   (0)


Parole di Papa Francesco di vescovi cinesi   (0)


Lettera di Papa Benedetto XVI alla Chiesa in Cina   (0)


Notizie di attualità   (0)


Altri elenchi   (0)


I santi martiri della Chiesa in Cina   (1)


Padre Matteo Ricci   (0)


Riflessioni   (3)


Storia dell'Evangelizzazione in Cina   (3)


Notizie della vita delle comunità cattoliche   (0)