I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 10 11 2016 alle 15,38

Mons. Zhu Weifang Vincenzo - Wenzhou - Zhejiang

 

 

 
Il 7 settembre corrente, all’età di 88 anni, è tornato alla casa del Padre Mons. Vincenzo Zhu Weifang, vescovo di Wenzhou, nella provincia di Zhejiang. Il Presule era nato il 10 dicembre 1927 nel villaggio di Yang’ao, distretto di Yongjia. Nel 1939, all’età di dodici anni, entrò nel seminario minore di San Vicenzo della diocesi di Ningbo; proseguì poi la formazione nei seminari maggiori di Ningbo, Jiaxing, Fuzhou e Shanghai. Fu ordinato sacerdote il 6 ottobre 1954 nella chiesa di Xujiahui di Shanghai da  Mons. Ignazio Gong Pinmei, S.J.
 
Nel luglio del 1955 iniziò ad esercitare il ministero nella parrocchia di Qianku a Wenzhou. Alcuni mesi dopo, fu arrestato e condannato a 16 anni di rieducazione tramite il lavoro. Dopo la sua liberazione nel 1971, subì vari arresti e controlli a causa della fede. A partire dal 1988 poté operare apertamente nelle parrocchie di Cangnan e di Pingyang a Wenzhou, edificando i fedeli con la sua testimonianza. Egli prestava attenzione anche alla Congregazione diocesana femminile di Santa Teresa di Gesù Bambino. Durante i periodi di detenzione, aveva contribuito all’opera di evangelizzazione, offrendo al Signore tutta la fatica dei lavori forzati “come sacrificio di soave odore”.

Nel novembre del 2007 venne nominato vescovo di Wenzhou: fu ordinato il 10 gennaio 2009 e poté prendere possesso della diocesi soltanto il 23 dicembre 2010. Da quel momento, malgrado la sua età avanzata, egli assunse la propria importante responsabilità pastorale lavorando con grande passione. Come vescovo, ha prodigato ogni sforzo per salvaguardare i diritti e gli interessi della Chiesa, guadagnandosi una grande stima fra tutti i fedeli.
La diocesi di Wenzhou conta più di 140.000 cattolici: ha circa 50 sacerdoti per lo più giovani, e oltre 100 religiose, attive nell’assistenza dei malati, degli anziani e delle famiglie, e nel lavoro di evangelizzazione.
I funerali del Vescovo Zhu, ai quali hanno preso parte migliaia di fedeli, si sono tenuti il 13 settembre 2016 co. A norma del diritto canonico, Mons. Pietro Shao Zhumin, consacrato il 10 novemvre 2007 vescovo coadiutore della suddetta diocesi, succede al defunto Presule,

 

 

 

 

 


Wenzhou

 

Il territorio totale della diocesi è di 29.082 kmq I cattolici sono 120.000, con 188 chiese,31 sacerdoti nella comunità ufficiale e 20 in quella non ufficiale. Le suore sono più di 50.

Wenzhou è una delle diocesi cinesi numericamente più consistenti. Le comunità cattoliche più compatte e numerose si trovano nelle città di Wenzhou, Longgang e Cangnan. E’ situata all’estremo sud della provincia di Zhejiang, a ridosso con i confini settentrionali del Fujian. Queste due provincie hanno avuto in passato una forte emigrazione all’estero: questi emigrati sono stati anche la fortuna di queste terre, con le rimesse in denaro prima e con gli investimenti diretti a partire dagli anni Ottanta. Ciò ha determinato la rinascita di queste popolazioni, ma costituendo nello stesso tempo uno dei più vasti casi di “interferenza” dall’esterno.

La circoscrizione ecclesiastica esiste indipendente soltanto dal 3 marzo 1949, quando venne eretta in Prefettura Apostolica, staccata da Ningbo. A quel tempo, la sede della circoscrizione era a Yongjia, oggi molto meno importante di Wenzhou, dove appunto s’è trasferito il centro della diocesi. A  quel tempo venne nominato un Amministratore apostolico, il Sacerdote Francesco Wang Yijun (nato nel 1920), il quale venne quasi subito incarcerato, condannato ad una lunga detenzione.

 Il 26 aprile 1960, venne ordinato illegittimamente all’episcopato FANG Zhigang, un sacerdote locale. Pur nell’impossibilità di una qualsiasi attività ministeriale, la sua nomina ebbe l’effetto di dividere dall’interno la comunità cattolica, con il gruppo collaborazionista decisamente minoritario. Fang  scomparve  dalla vita pubblica e non se ne avuta più traccia.

Nel 1992, venne liberato il Rev. Wang Yijun, dopo decenni in detenzione. Wang Yijun venne arrestato la prima volta nel 1955 e condannato a 5 anni di reclusione; in effetti, vi rimase per 12 anni. Il 19.3.1982, venne arrestato una seconda volta e condannato a 8 anni. Liberato nel 1990, fu arrestato di nuovo, quasi subito, per la terza volta (marzo 1990) per la sua “cocciutaggine” e condannato a 3 anni di riforma attraverso il lavoro. Nel 1992, venne rilasciato prima della scadenza della sentenza.

La prigione l’aveva tenuto lontano dai conflitti locali, era soprattutto malandato in salute. Dopo la sua scarcerazione, accettò di risiedere presso la chiesa  di San Pietro, in Wenzhou, gestita dai “patriottici”. Quella semplice scelta e forse anche qualche parola o gesto in più, lo fece allineare nelle file dei patriottici, almeno agli occhi dei fedeli e di alcuni preti, nonostante le sue ripetute proteste di fedeltà alla Chiesa e al Papa. A nulla valsero i vari interventi, anzi, questi contribuirono a riscaldare il clima.

 La posizione dei clandestini, assoluti oppositori dell’Associazione Patriottica, trovava un potente sostegno negli ambienti dell’opposizione clandestina di Shanghai e nella figura del Vescovo mons. Giuseppe Fan Zhongliang, vescovo di quella metropoli. Per anni, mons. Fan è stato il punto più autorevole di riferimento della comunità di Wenzhou. Di fatti, il clamoroso arresto di mons. Fan nel 1992 era avvenuto proprio nel momento in cui saliva a bordo di un autobus di linea, in corsa tra Shanghai e Wenzhou.

  Nel 1992, stranamente, appare a Wenzhou il vescovo Michele Xiao Liren, di Xingtai/Shunde, un infuocato sostenitore della linea dura clandestina, non famoso per le sue capacità di riflessione e di prudente governo. Vi giunge dietro richiesta del Vescovo Wang Ruohan, fratello del Vescovo Wang Milu. Mons. Xiao ordina vescovo un sacerdote di Wenzhou, Giacomo Lin Xili, dando origine e motivo ad una spaccatura molto più profonda nella comunità; anche perché, a quel tempo, l’Annuario Pontificio registrava ancora Wang Yijun come Vicario Generale.

Intanto, tra i fedeli si fa sempre più strada il bisogno, espresso a gran voce, di unità. Purtroppo, si tratta spesso di un bisogno che rifiuta di vedere le ragioni dell’altro, ed è povero di perdono e di comprensione delle posizioni altrui.

     Wenzhou – posta tra Fuzhou e Shanghai – forma un’asse di “resistenza” compatta e spesso illuminata alla politica religiosa del governo. Proprio questa resistenza rende troppo semplicistica la divisione tra clandestini e ufficiali. La resistenza illuminata è avvenuta, massiccia, anche nel campo degli ufficiali, che non si sono piegati affatto alle voglie del governo, nonostante troppi li accusino semplicemente di questo.