I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 10 10 2016 alle 21,16

Mons. Li Du’an Antonio Xi'an - Shaanxi

Li duna

 

 

L’impegno pastorale del Presule è stato imponente. Con particolare attenzione alla preparazione dei nuovi sacerdoti e delle religiose, è riuscito ad avviare adeguate strutture formative. Da sacerdote era stato in carcere per 20 anni: sono ampie e numerose le sue descrizioni dei terribili anni di persecuzione, di carcere e di lavori forzati, subiti a causa della fede.
 


XianIl 25 maggio 2006, giorno dell’Ascensione al cielo di Nostro Signore Gesù Cristo, venne a mancare mons. Antonio Li Du’an, di anni 80, Arcivescovo Metropolita di Xi’an, nella Provincia di Shaanxi. Il Presule era nato il 13 giugno 1927. Ordinato sacerdote l’11 aprile 1951, fu consacrato Vescovo il 5 aprile 1987.

      Sotto la guida di mons. Li Du’an, la diocesi ha avuto un grande sviluppo. Nel 1985 aprì, nei locali della Cattedrale, il Seminario Regionale Filosofico-Teologico per le province della Cina Nord-Occidentale. Nel 1995 la sede del Seminario fu trasferita al sud della città, in un ambiente più ampio e più idoneo. I sacerdoti, usciti dal Seminario Regionale di Xi’an  sono ormai più di cento.

         L’organizzazione del Seminario Regionale e del Centro di Formazione per le Religiose è stata indubbiamente il più grande servizio, reso dal Presule non solo alla sua Arcidiocesi, ma anche a tutta la Provincia. Come Metropolita, ha seguito le diverse situazioni nelle otto diocesi dello Shaanxi, visitando personalmente i confratelli vescovi e i sacerdoti, invitando sempre alla comprensione e al dialogo, mostrando quanto avesse a cuore il destino della Chiesa e dell’evangelizzazione, e prodigandosi senza riserve, senza mai arrendersi alla malattia.

         La diocesi di Xi’an conta più di 20.000 cattolici: ha una trentina di sacerdoti, quasi tutti giovani, e 44 chiese, inclusi i luoghi d’attività cultuale. Nel Seminario Maggiore vi sono 156 chierici, provenienti da 35 diocesi, e altri 65 alunni nel Seminario Minore.

         Le Religiose Francescane Missionarie del Sacro Cuore sono 310, mentre quelle in formazione a Xi’an, appartenenti a 21 congregazioni, sono 64. Fra le opere sociali della diocesi si segnalano il Centro Servizi Sociali e l’Ufficio per il Collegamento Diocesano.

         La salma del Presule  rimase esposta  nella Cattedrale di Xi’an, dove ininterrottamente furono celebrate Sante Messe e recitato il Rosario. I solenni funerali si tennero nella chiesa di Gongyi in Litong, dove Mons. Li Du'an era stato parroco: li ha presieduti il suo successore, Mons. Antonio Dang Mingyan, e vi hanno partecipato vari Vescovi, un centinaio di sacerdoti e 5.000 fedeli.shaanxi

 
LA  COMUNITÀ  CATTOLICA  DI  XI’AN  RICORDA  IL  SUO  AMATO  PASTORE

 

            Mons. Antonio Li Du’an è stato uno dei Vescovi cinesi più conosciuti e più stimati in Cina e all’estero: un uomo che ha creduto veramente al dialogo. Fermo sui principi della fede cattolica, si è adoperato per dialogare con tutti, cercando sempre possibili punti d’intesa e spazi utili per l’annuncio del Vangelo. La contrapposizione non faceva parte del suo comportamento a nessun livello. Il Presule mostrò anche uno stile di dialogo, che si potrebbe definire “veramente evangelico”: fermo sui principi, sereno e mite nel dare ragione della propria fede, e sempre rispettoso verso tutti. Al riguardo  sono veramente eloquenti ed edificanti le ampie e numerose descrizioni dei terribili anni di persecuzione, passati in carcere o ai lavori forzati a causa della fede.

            Nel 1997, alla morte del Presidente del cosiddetto “Collegio dei Vescovi”, i Confratelli Vescovi desideravano che Mons. Li Du'an accettasse la carica di Presidente. Dopo lunga riflessione, di fronte ai funzionari del Governo centrale egli diede la propria disponibilità ad accettare l’incarico, purché a tutti fosse chiaro che era un Vescovo in comunione con il Papa e che non avrebbe mai rinunciato alla comunione anche visibile con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Per tale motivo fu eletto solo Vicepresidente. 

            Poiché il suo nome è sempre apparso nell’organico ufficiale di alcune istituzioni centrali della Chiesa in Cina, vari cattolici gli rimproveravano di non aver rotto i rapporti con le autorità governative, mentre dichiarava pubblicamente la propria fedeltà a Roma: molti non hanno compreso le sue dichiarazioni e il suo operare. Quest’incomprensione è stata per lui motivo di sofferenza, ma, da uomo di fede, l’ha sempre affrontata con serenità di spirito. Parlando con lui, si constatava immediatamente che egli aveva preso a cuore i vari messaggi del Papa Giovanni Paolo II, in cui si invitavano i cattolici cinesi alla riconciliazione e al dialogo.

             La sua mancata partecipazione alle ordinazioni episcopali illegittime del 6 gennaio 2000 a Pechino lo pose in una situazione più difficile, sotto una più costante pressione e vigilanza da parte del Governo.

            Mons. Li Du'an fu uno dei quattro Vescovi della Repubblica Popolare Cinese che Papa Benedetto XVI invitò  a partecipare al Sinodo dei Vescovi sull’Eucaristia. È morto portando al dito l’anello che Benedetto XVI gli aveva inviato dopo il Sinodo: a chi lo andava a visitare in ospedale, il Presule, mostrava l’anello con orgoglio: “Questo è il segno della mia comunione con il Papa” diceva, e lo mostrava come la sua ricchezza più preziosa. 

             Era un uomo di grande spiritualità, e questo gli permetteva di affrontare serenamente anche le situazioni più difficili, come quella dell’ingiusto esproprio del terreno vicino alla cattedrale,  qunado preferì ricomprare il terreno, per evitare nuovi problemi alla Chiesa.

             Tutti hanno apprezzato il suo grande ottimismo sul futuro della Chiesa in Cina. Era solito ripetere: “Questo è il momento favorevole per l’evangelizzazione della Cina”. A chi gli faceva notare che i protestanti si diffondono con più celerità, egli diceva, senza rammarico, che era un fatto positivo: “È bello: così tante persone conoscono Gesù. Inoltre alcuni di loro, quando vengono a conoscere la maggiore ricchezza della nostra fede, diventano cattolici”.

             Lo stesso ottimismo Mons. Li Du'an lo ha espresso a riguardo delle relazioni sino-vaticane, proprio pochi giorni dopo le ordinazioni illegittime di due Vescovi, avvenute rispettivamente a Kunming e a Anhui : «Le relazioni sino-vaticane saranno realizzate in un periodo che va dai tre ai cinque anni - disse con convinzione -, è un desiderio che alberga in tutti i cattolici della Cina. Vi sono delle difficoltà, ma è possibile stabilire delle relazioni diplomatiche in un tempo non eccessivamente lungo. Siamo speranzosi, vorrei che tutti noi pregassimo per far divenire i rapporti fra Santa Sede e Beijing una realtà e vorrei vedere questa realtà nel corso della mia vita. Ci sono delle difficoltà, ma le due Parti possono arrivare ad un accordo. Non è questione di “doppia fedeltà” dei cattolici - a Beijing ed al Papa -, perché sono sfere diverse e questo, laddove esistono rapporti diplomatici, non crea ostacoli di sorta. So che il Papa Benedetto XVI ha molto a cuore la Chiesa cinese: il mio gran desiderio è di vederLo in Cina».

             Mons. Li Du’an ci ha lasciato prima di vedere realizzato il suo desiderio, ma dal Cielo certamente potrà ottenere questo dono per il bene del Paese, che egli ha servito con lealtà, e per la Chiesa in Cina, per la quale non ha risparmiato un minuto della sua vita.

            Il compianto Arcivescovo Metropolita di Xi’an, stimato e amato dai suoi sacerdoti e dai suoi fedeli, temuto dalle autorità, apprezzato in Cina e all’estero tanto dai cattolici sia “ufficiali” sia “clandestini” quanto dai fratelli protestanti, si staglia come una delle figure più luminose dell’Episcopato cinese.

 Sotto la guida di Mons. Li Du’an, l’Arcidiocesi ha avuto un grande sviluppo. L’impegno pastorale del Presule è stato imponente. Con particolare attenzione alla preparazione dei nuovi sacerdoti e delle religiose, è riuscito ad avviare adeguate strutture formative. Nel 1985 aprì, nei locali della Cattedrale, il Seminario Regionale Filosofico-Teologico per le province della Cina Nord-Occidentale. Nel 1995 la sede del Seminario fu trasferita al sud della città, in un ambiente più ampio e più idoneo. I sacerdoti, usciti dal Seminario Regionale di Xi’an in questi anni, sono ormai centinaia.

            L’Arcidiocesi di Xi’an conta più di 20.000 cattolici: ha una trentina di sacerdoti, quasi tutti giovani, e 44 chiese, inclusi i luoghi d’attività cultuale. Nel Seminario Maggiore vi sono 156 chierici, provenienti da 35 diocesi, e altri 65 alunni nel Seminario Minore.

            Le Religiose Francescane Missionarie del Sacro Cuore sono 310, mentre quelle in formazione a Xi’an, appartenenti a 21 congregazioni, sono 64. Fra le opere sociali dell’Arcidiocesi si segnalano il Centro Servizi Sociali e l’Ufficio per il Collegamento Diocesano.

Alcuni ricordi personali

Quando gli feci notare la gravità delle concelebrazioni di vescovi in comunione con Roma con vescovi illegittimi, mi fissò in faccia e con grande serenità mi disse:" Sono fatti seri e gravi in cui gioca la coscienza delle persone: non giudichiamo!”


Della situazione dei vescovi  usava dire :”L’episcopato cinese è come un bel quadro di arte moderna: è sparita la pittura, è rimasta solo la cornice” significando che in Cina i vescovi ci sono, ma non hanno potere.


A Mons. Li Duan si deve lo schema di fondo della ormai famosa Lettera di Papa Benedetto XVI alla Chiesa in Cina del 2007.

 

 

            Liduan

 

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