I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 11 2016 alle 17,46

Mons. Chen Shizhong Giovanni di Yibin

Yibin

Negli anni ’50 e durante la Rivoluzione Culturale era stato dapprima imprigionato e poi condannato ai lavori forzati come contadino. Al riguardo, prima di morire  egli confidava a un fedele che in quella dura esperienza aveva ricevuto il dono di perdonare i propri nemici

 


Il 16 dicembre 2012 è deceduto Mons. Giovanni Chen Shizhong, vescovo della diocesi di Yibin, nella provincia di Sichuan. Il Presule aveva 95 anni. Era nato nel 1917 da una famiglia cattolica. A dieci anni aveva cominciato il suo percorso vocazionale nel seminario minore di Yibin, proseguendolo con la formazione filosofica e teologica presso il seminario dell’Annunciazione. Nel 1947 era stato ordinato sacerdote e aveva lavorato come parroco..

         Nel 1985 venne consacrato vescovo e nel 1988 fu nominato Rettore del Seminario Regionale del Sichuan, incarico che lasciò l’anno successivo per motivi di salute. Tornato alla guida della diocesi di Yibin, vi rimase per più di vent’anni. Il 30 novembre 2011, seriamente malato, consacrò il Rev. Pietro Luo Xuegang come Coadiutore per la sede di Yibin.

Mons. Giovanni Chen Shizhong, ultimo anziano Vescovo del Sichuan, è ricordato per l’opera di formazione di sacerdoti e delle religiose. Grazie a lui, negli anni ’80 e ’90 le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ripresero in tutta la Provincia. Dalle sue mani hanno ricevuto l’ordine sacro oltre 30 presbiteri, garantendo così la sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa in una regione, che fu caratterizzata da un duro maoismo e nella quale le asprezze e le persecuzioni della Rivoluzione Culturale hanno fortemente segnato la società e la vita della Chiesa stessa.

         I funerali di Mons. Chen, celebrati  nella cattedrale di Yibin, furono presieduti da Mons. Luo Xuegang.  Concelebrarono anche Mons. Paolo He Zeqing, vescovo di Wanxian. Alla Santa Messa erano presenti i sacerdoti, le religiose e molti fedeli della Diocesi. La salma di Mons. Chen fu poi tumulata nel cimitero cattolico, vicino al Seminario diocesano.

 

 

 

Relazione di Mons. Chen durante il suo soggiorno  a Manosque.

      Sono Joannes Chen Shizhong, Vescovo della Diocesi Yibin, Sichuan, Cina, successore di Mons. (René) Boisguerin, Mep, di nazionalità francese.  

 Sono stato consacrato prete nel 1947, per le   mani del vescovo Boisguerin. Nel 1951, sono stato imprigionato insieme con il vescovo Boisguerin e condannato a 10 anni di reclusione. Durante la “ Grande Rivoluzione Culturale”, nel 1966, sono stato condannato ai lavori forzati e ho trasportato pietre per 12 anni. Il mio piede destro è stato ferito allora, e non è ancora guarito.

 

Dopo la “liberazione”, sette preti della mia diocesi sono stati incarcerati, quattro vi sono morti. Lo zelante Sacerdote Ren Jinxiu è stato fucilato, accusato di aver evangelizzato in carcere. I laici imprigionati sono stati molto più numerosi.

 

  Nel 1985, sono stato consacrato Vescovo della diocesi di Yibin dalle mani di Mons. Duan Yinming, vescovo di Wanxian. Nei passati 17 anni, ho consacrato nove preti e un vescovo (Mons. Luo Duxi, vescovo di Leshan, con l’approvazione della Santa Sede). I cristiani adulti sono aumentati di circa 2100. Le restrizioni governative impediscono le attività di evangelizzazione.

 

  La diocesi conta circa 31.000 fedeli, vi sono quattro preti giovani e due preti anziani. Mia prima preoccupazione è la formazione delle vocazioni sacerdotali.

 

  Dopo che Chongqing è diventata Municipalità, le diocesi in Sichuan sono rimaste cinque: Chengdu, Yibin, Nanchong, Leshan e Xichang. I vescovi sono tre: Mons. Huang Woze, di Nanchong ha più di 100 anni [ne ha 97]; Mons. Luo Duxi, vescovo di Leshan, è molto malato; soltanto io sto un po’ meglio in salute. In Sichuan, i preti sono 68, 35 i seminaristi e 62 le suore; i fedeli sono complessivamente circa 300.000.

 

 Il Governo ha restituito soltanto circa un terzo degli immobili ecclesiastici. Quando è necessario, facciamo ricorso e presentiamo le nostre ragioni, però siamo in una posizione perdente perché la Chiesa è ritenuta un’organizzazione di seconda classe. La Chiesa deve affrontare molte difficoltà. L’evangelizzazione soffre di molte limitazioni, l’economia ecclesiale è controllata. Le autorità sostengono l’Associazione Patriottica alla quale è affidata l’economia della Chiesa; la stessa associazione controlla perfino dove assegnare i preti. Noi non siamo obbedienti.

 

 Quando una sede episcopale diventa vacante, il Governo non accetta un candidato zelante e sostenuto dai fedeli, vuole soltanto un prete non zelante, che segua le sue indicazioni. Perciò, la sede di Chengdu è vacante da 3 anni, non è ancora stato eletto un nuovo vescovo. Il Governo utilizza l’Associazione Patriottica per controllare strettamente la Chiesa. Nei luoghi grandi come Shanghai e Pechino, il controllo delle Chiese è più blando; invece è molto stretto nella lontana Sichuan.

 

Sichuan  Riguardo alla canonizzazione [dei Martiri di Cina], i vescovi di Taiwan ci hanno scritto chiedendocene un parere; io ed il Vescovo Duan Yinming abbiamo firmato a favore. Nell’ottobre del 2000, i leader della Direzione degli Affari Religiosi della Provincia di Sichuan mi hanno chiesto di scrivere contro la canonizzazione e di leggere lo scritto in una conferenza a Pechino. Io ho rifiutato, non ho scritto nulla né sono andato a Pechino. Il Governo si è arrabbiato molto, ed è stato molto scontento di me, e ha mandato personale a sorvegliarmi segretamente.

 

  Il Governo non permette di battezzare chi non ha compiuto i 18 anni, con questo scopo: quando un fedele anziano muore, c’è un fedele in meno, così la Chiesa si estingue automaticamente. Però, battezziamo segretamente bambini e ragazzi.

 

  Riguardo all’elezione e consacrazione episcopale, occorre l’approvazione del Papa o del suo Rappresentante, se non c’è (tale autorizzazione), non lo consacro. Non partecipo a consacrazioni non approvate.

 

 Tutti i preti diocesani e fedeli, siamo fedeli al Papa, preghiamo per lui tutti i giorni, perché il Signore gli conceda la grazia di venire in Cina a visitare noi, suoi agnelli. Questo è la speranza di tutti noi.

 

 Mi inginocchio e chiedo al Papa di benedire me, la mia diocesi, tutto il Sichuan e tutta la Cina.

 

 

 

                                                                       + Joannnes Chen Shizhong                                             

 

 

 

 

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