I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 27 10 2016 alle 21,40

Dang Mingyan Antonio - XI’AN - Shaanxi

 
 

 

Dang

Siamo cresciuti all'ombra e con gli isegnamenti di grandi vescovi, come mons. Li Du'an. Soli e isolati non sempre per noi  è facile salvare la loro eredità. Loro godevano della fiducia di tutti e quando  gestivano gli affari religiosi o trattavano  con il governo nessuno si scandalizzava: tutti si fidavano della loro esperienza e della loro fede. Noi, giovani e inesperti, ad ogni mossa, ad ogni parola, siamo messi sotto esame da tutti. Solo Dio ci può guidare.
 

 


 

Mons. Antonio Dang  Mingyan è nato nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote il 15 settembre 1991. Ha studiato Filosofia e Teologia nel Seminario Regionale dello Shaanxi, e Psicologia all’Università Magistrale dello Shaanxi. Ha insegnato ne Seminario diocesano e ricoperto gli uffici di Economo diocesano, Procuratore e di Parroco nella Cattedrale di Xi’an. Di Mons. Antonio tutte le persone che lo conoscono hanno sempre sottolineato le ottime qualità personali, spirituali, intellettuali ed amministrative, i suoi facili rapporti con il clero ed i fedeli e, soprattutto, la sua fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre. In una riunione del clero della Diocesi, nella quale i sacerdoti espressero il loro voto segretamente, il Rev.do Dang ottenne la maggioranza dei voti. Il Governo civile riconobbe e accettò la nomina.

L’Ordinazione episcopale fu conferita il 26 luglio 2005, nella Cattedrale, festa dei Santi Gioacchino ed Anna, in una solenne Eucaristia, alla presenza di 100 sacerdoti, 100 religiose  e circa 2.000 fedeli. Consacrante principale fu Mons. Antonio Li Du’an, Ordinario legittimo di Xi’an, con-consacranti Mons. Francesco Tong Hui, vescovo legittimo di Yan’an, e mons. Giuseppe Tong Changping, vescovo legittimo di Weinan; con i suddetti Presuli concelebrarono altri cinque vescovi legittimi dello Shaanxi.

Il Mandato Pontificio fu  reso noto alla maggior parte del clero prima della cerimonia, il giorno precedente. Durante la liturgia, il celebrante principale  chiese pubblicamente se c’era l’Approvazione della Santa Sede. Pubblicamente fu risposto di si, ma le Autorità impedirono che venisse letto. Per quanto riguarda il rito, mons. Li Du’an riferì di aver seguito il rito liturgico voluto dal “Collegio dei Vescovi” di Pechino.

 
 

XianLa Diocesi di Xi’an, nella provincia nord-occidentale dello Shaanxi, è stata evangelizzata dai Missionari Francescani nel lontano XIV secolo, quando vi giunse il Beato Odorico da Pordenone. Soltanto nel 1696, tuttavia, il territorio venne staccato dall’allora “Diocesi di Pechino” e costituita in Vicariato apostolico. Al momento  della costituzione della Gerarchia cinese, nel 1926, Xi’an divenne Arcidiocesi e Sede Metropolitana. Dopo l’espulsione di tutti i missionari stranieri i sacerdoti cinesi soffrirono molto durante i primi tre decenni di governo della Repubblica Popolare.

 

Un po' di storiashaanxi
     XI’an è una delle più antiche città della Cina con più di 3.100 anni di storia. Xi’an era conosciuta come Chang’an durante la Dinastia dei Ming. E’ una delle 4 Capitali della Cina; fu capitale durante le più importanti dinastie della storia cinese, inclusi  gli Zhou, Qin, Han, Sui e Tang. Xi’an è il terminale orientale della famosa via della seta. E' la casa dell'altrettanto famosa Armata delle Terracotta.
In una area di circa 20.000 kmq il territorio della diocesi copre la città di Xi'an e 7 contee   della centrale provincia dello Shaanxi.
 
Nel 2010 Xi’an aveva una popolazione di più di 8 milioni. La maggior parte, 99.1%, sono Han, Ci sono circa 81.500 appartenenti a diverse lminoranze etniche, inclusi 50.000 musulmani, per lo più concentrati nel quartiere musulmano, dove si trova la grande e antica  Moschea di Xi’an.
 
I cattolici della diocesi sono 25.000, i sacerdoti una cinquantina e le suore 300. La diocesi gestisce 5 asili, 30 cliniche, un orfanotrofio,e un  centro sociale.

SteleLa prima evangelizzazione della Cina avvenne a Xi’an, una delle città pià antiche nella storia della Cina, chiamata allora Chang’an quando il vescovo Nestoriano Alopen vi arrivò nel 635. Fu accolto dall’imperatore della Dinastia Tang e il cristianesimo conobbe un rapido sviluppo per due secoli.La diffusione del cristianesimo è ricordata dalla famosa Stele Nestoriana: alta 279 cm che descrive la dottrina cristiana, le cerimonie, lo sviluppo del cristianesimo in Cina e l’appoggio dato alla fede cristiana dalla Dinastia Tang. Si pensò che fosse stata bruciata durante la campagna di persecuzione da parte dei Buddisti che colpì anche i Nestoriani. Fu invece riscoperta nel 17mo secolo ed è attualmente conservata nel Museo di Xi’an.
 

Nel 1625 durante la Dinastia Ming il gesuita francese Nicolas Trigaut fu invitato dal  funzionario statale Wang Zheng nativo dello Shaanxi, che era stato  battezzato a Pechino, a evangelizzare Xi’an. Da allora altri missionari gesuiti arrivarono a Xi’an e in altre parti dello Shaanxi. Negli anni 1664 vi erano 62.000 cattolici in tutta la provincia.
Nel 1626 la Santa Sede inviò missionari francescani nello Shaanxi. I confini delle circoscrizioni ecclesiastiche cambiarono diverse volte fra il 1707 e il 1845 quando la Dinastia Qing, in seguito alla Controversia dei Riti Cinesi , proibì il cristianesimo. Allora il numero dei cattolici si ridusse a 15.000. 
Xi’an fu promossa ad Arcidiocesi nel 1946 quando la Santa Sede stabili la gerarchia in Cina.
 

La preziosa e pesante eredità di Mons. LI DUAN
 
L’opera  di Mons. Li Du’an  è stata imponente. Con particolare attenzione alla preparazione dei nuovi sacerdoti e delle religiose riuscì ad avviare adeguate strutture formative. Da sacerdote era stato in carcere per 20 anni: sono ampie e numerose le sue descrizioni degli anni di persecuzione. Il Presule ci lasciò Il 25 maggio 2006, giorno dell’Ascensione al cielo di Nostro Signore Gesù Cristo, all’età  di anni 90 era nato il 13 giugno 1927. Ordinato sacerdote l’11 aprile 1951, e consacrato Vescovo il 5 aprile 1987.


         Li Duan

 

Sotto la guida di Mons. Li Du’an, l’Arcidiocesi ha avuto un grande sviluppo. Nel 1985 aprì, nei locali della Cattedrale, il Seminario Regionale Filosofico-Teologico per le province della Cina Nord-Occidentale. Nel 1995 la sede del Seminario fu trasferita al sud della città, in un ambiente più ampio e più idoneo. I sacerdoti, usciti dal Seminario Regionale di Xi’an in questi anni, sono ormai centinaia.
         L’organizzazione del Seminario Regionale e del Centro di Formazione per le Religiose è stata indubbiamente il più grande servizio, reso dal Presule non solo alla sua Arcidiocesi, ma anche a tutta la Provincia. Seguì le diverse situazioni nelle otto diocesi dello Shaanxi, visitando personalmente i confratelli vescovi e i sacerdoti, invitando sempre alla comprensione e al dialogo, mostrando quanto avesse a cuore il destino della Chiesa e dell’evangelizzazione, e prodigandosi senza riserve, senza mai arrendersi alla malattia. La salma del Presule  rimase esposta diversi giorni nella Cattedrale di Xi’an, dove ininterrottamente furono celebrate Sante Messe e recitato il Rosario. I solenni funerali si  svolsero nella chiesa di Gongyi in Litong, dove Mons. Li Du'an era stato parroco, furono  presieduti dal  suo successore, Mons. Antonio Dang Mingyan, con la partecipazione di vari vescovi, un centinaio di sacerdoti e 5.000 fedeli.
 
LA  COMUNITÀ  CATTOLICA  DI  XI’AN  RICORDA  IL  SUO  AMATO  PASTORE


 Mons. Antonio Li Du’an è stato uno dei Vescovi cinesi più conosciuti e più stimati in Cina e all’estero: un uomo che ha creduto veramente al dialogo. Fermo sui principi della fede cattolica, si è adoperato per dialogare con tutti, cercando sempre possibili punti d’intesa e spazi utili per l’annuncio del Vangelo. La contrapposizione non faceva parte del suo comportamento a nessun livello. Il Presule ha mostrato anche uno stile di dialogo, che si potrebbe definire “veramente evangelico”: fermo sui principi, sereno e mite nel dare ragione della propria fede, e sempre rispettoso verso tutti. Al riguardo  sono veramente eloquenti ed edificanti le ampie e numerose descrizioni dei terribili anni di persecuzione, passati in carcere o ai lavori forzati a causa della fede.
            Nel 1997, alla morte del Presidente del cosiddetto “Collegio dei Vescovi”, i Confratelli Vescovi desideravano che Mons. Li Du'an accettasse la carica di Presidente. Dopo lunga riflessione, di fronte ai funzionari del Governo centrale egli diede la propria disponibilità ad accettare l’incarico, purché a tutti fosse chiaro che era un Vescovo in comunione con il Papa e che non avrebbe mai rinunciato alla comunione anche visibile con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Per tale motivo fu eletto solo Vicepresidente. 
            Poiché il suo nome è sempre apparso nell’organico ufficiale di alcune istituzioni centrali della Chiesa in Cina, vari cattolici gli rimproveravano di non aver rotto i rapporti con le autorità governative, mentre dichiarava pubblicamente la propria fedeltà a Roma: molti non hanno compreso le sue dichiarazioni e il suo operare. Quest’incomprensione è stata per lui motivo di sofferenza, ma, da uomo di fede, l’ha sempre affrontata con serenità di spirito. Parlando con lui, si constatava immediatamente che egli aveva preso a cuore i vari messaggi del Papa Giovanni Paolo II, in cui si invitavano i cattolici cinesi alla riconciliazione e al dialogo. La sua mancata partecipazione alle ordinazioni episcopali illegittime del 6 gennaio 2000 a Beijing lo pose in una situazione più difficile, sotto una più costante pressione e vigilanza da parte del Governo.
             Mons. Li Du'an fu uno dei quattro Vescovi della Repubblica Popolare Cinese che Papa Benedetto XVI invitò  a partecipare al Sinodo dei Vescovi sull’Eucaristia. È morto portando al dito l’anello che Benedetto XVI gli aveva inviato dopo il Sinodo: a chi lo andava a visitare in ospedale, il Presule, mostrava l’anello con orgoglio: “Questo è il segno della mia comunione con il Papa” diceva, e lo mostrava come la sua ricchezza più preziosa. 
  Era un uomo di grande spiritualità, e questo gli permetteva di affrontare serenamente anche le situazioni più difficili, come quella dell’ingiusto esproprio del terreno vicino alla cattedrale: egli preferì ricomprare il terreno, per evitare nuovi problemi alla Chiesa. Tutti hanno apprezzato il suo grande ottimismo sul futuro della Chiesa in Cina. Era solito ripetere: “Questo è il momento favorevole per l’evangelizzazione della Cina”. A chi gli faceva notare che i protestanti si diffondono con più celerità, egli diceva, senza rammarico, che era un fatto positivo: “È bello, così tante persone conoscono Gesù. Inoltre alcuni di loro, quando vengono a conoscere la maggiore ricchezza della nostra fede, diventano cattolici”.
             Lo stesso ottimismo Mons. Li Du'an lo ha espresso a riguardo delle relazioni sino-vaticane, proprio pochi giorni dopo le ordinazioni illegittime di due Vescovi, avvenute rispettivamente a Kunming e a Wuhu : «Le relazioni sino-vaticane saranno realizzate in un periodo che va dai tre ai cinque anni - diceva con convinzione -, è un desiderio che alberga in tutti i cattolici della Cina. Vi sono delle difficoltà, ma è possibile stabilire delle relazioni diplomatiche in un tempo non eccessivamente lungo. Siamo speranzosi, vorrei che tutti noi pregassimo per far divenire i rapporti fra Santa Sede e Pechino una realtà e vorrei vedere questa realtà nel corso della mia vita. Ci sono delle difficoltà, ma le due Parti possono arrivare ad un accordo. Non è questione di “doppia fedeltà” dei cattolici - a Beijing ed al Papa -, perché sono sfere diverse e questo, laddove esistono rapporti diplomatici, non crea ostacoli di sorta. So che il Papa Benedetto XVI ha molto a cuore la Chiesa cinese: il mio gran desiderio è di vederLo in Cina». Ci ha lasciato prima di vedere realizzato il suo desiderio, ma dal Cielo certamente potrà ottenere questo dono per il bene del Paese, che egli ha servito con lealtà, e per la Chiesa in Cina, per la quale non ha risparmiato un minuto della sua vita.
            Il compianto Arcivescovo Metropolita di Xi’an, stimato e amato dai suoi sacerdoti e dai suoi fedeli, temuto dalle autorità, apprezzato in Cina e all’estero tanto dai cattolici sia “ufficiali” sia “clandestini” quanto dai fratelli protestanti, si staglia come una delle figure più luminose dell’Episcopato cinese.
 
Alcuni ricordi personali


 Liduan   

 Quando gli feci notare la gravità delle concelebrazioni di vescovi in comunione con Roma con vescovi illegittimi, mi fissò  e con grande serenità mi disse:" Sono fatti seri e gravi in cui gioca la coscienza delle persone: non giudichiamo!”

   Della situazione dei vescovi  usava dire :”L’episcopato cinese è come un bel quadro di arte moderna: è sparita la pittura, è rimasta solo la cornice” significando che in Cina i vescovi ci sono ma non hanno potere.
    A Mons. Li Duan si deve lo schema di fondo della ormai famosa Lettera di Papa Benedetto XVI alla Chiesa in Cina del 2007.







 

         

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