I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 09 11 2016 alle 09,49

Risposta ad un amico

Prima di continuare con i profili di altri vescovi defunti voglio rispondere a delle domande che un amico cinese mi ha posto dopo avere letto i profili già pubblicati.

 

Perché, nel presentare la vita dei vescovi defunti, tanta insistenza nel ricordare le loro sofferenze, parlando continuamente di persecuzione, campi di lavoro forzato, ecc ?

 


        Sono partito dalla mia esperienza, cioè dagli incontri avuti personalmente con loro negli anni ’80. Nell’ascoltare la loro vita, non ho mai sentito una parola contro il governo di allora o quelli che li avevano fatti soffrire. Erano, sereni, contenti. Mostravano una contentezza che non era umana. Mai una rivendicazione tipo protesta, ma un' abbandono al Dio che guida la storia, impressionante! Una volta chiesi ad uno di loro: "Cosa provavi quando amici e conoscenti ti insultavano durante un processo pubblico ? Mi rispose: "Tanta pace e sentivo la presenza quasi fisica di Cristo Risorto accanto me”. I racconti nel data-base dei vescovi, viventi e defunti, vorrebbero ricordare lo spirito con cui quei vescovi hanno vissuto. Oggi anche nella chiesa si parla sempre di diritti, di rivendicazione e si rischia di dimenticare un aspetto fondamentale della vita cristiana, il partecipare alla passione di Cristo, per la salvezza di tutti. Cristo ci ha salvati in una situazione di assoluta mancanza di libertà religiosa e politica.

Umanamente,  che tipi erano quei vescovi che tu hai incontrato ? 

Come appare dai loro profili, erano uomini di una forte semplicità spirituale, ma uomini umanamente eccezionali. Di una cultura immensa, parlavano più lingue, avevano studiato nelle varie università,  c’erano laureati in teologia, in medicina, in scienze sociali, uomini di una cultura grandissima, e vivevano in una povertà e  sobrietà davvero grande.  Una cosa che mi impressionò moltissimo in quegli incontri fu che pur vivendo in una povertà impressionante, mai parlavano di soldi, mai mi chiesero soldi, erano solo preoccupati della vita cristiana loro e dei loro fedeli, del rapporto di fede con Dio, e di questo parlavano e testimoniavano. Quando nel mio lavoro ho avuto modo di incontrare le nuove generazioni, di fedeli e sacerdoti, ho sentito un altra musica. Spesso, anche uomini di chiesa, come aprono bocca, parlano male del governo e chiedono soldi.

Come ti è venuta intente l’idea di questi profili ?

Ho pensato che raccogliere in maniera facilmente abbordabile quello che già è stato pubblicato su di loro nel passato e che si può trovare  in varie pubblicazioni ma di difficile accesso, potesse servire a non dimenticare il vero spirito di quei campioni della fede e questo potesse aiutare a pregare per i nostri fratelli cinesi e a noi con quale spirito guardare alla storia. Non si può dimenticare la storia, e far finta che certe cose non siano avvenute per un senso sbagliato di dialogo. Uno di loro  ha scritto:” “Una diocesi che dimentica la propria storia  non può avere un futuro brillante, mentre una diocesi che rimane attaccata al passato non può conoscere uno sviluppo, adeguato alle nuove generazioni”.

Guardando alla storia passata e al presente tu sei ottimista?

Papa Benedetto diceva che pessimismo e ottimismo, sono categorie umane; il cristiano ha  la certezza che la storia è nelle mani di Dio, e quindi vive nella speranza e quando meno te l’aspetti, tutto può cambiare e che nell’apparente sconfitta si manifesta la Sua presenza. Un po’ come successe ai tre giovani nella fornace: camminavano in mezzo al fuoco, lodando  e benedicendo Dio e rimasero illesi. Ma il fatto meraviglioso fu che il re, che non credeva, e che li osservava dall’alto, non ne vide tre, ma quattro. Se il mondo che non crede osservando come vivono i cristiani, come reagiscono alle difficoltà della storia, ne vedrà uno in più, se siamo in due, chi ci osserva ne vedrà tre, se siamo quaranta chi ci osserva ne vedrà quarantuno, finirà per riconoscere che Dio esiste.

Cristo ci assicurò della  stessa cosa: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20), nel suo nome, nella sua Carità, che è fiducia nel Padre, amore concreto fino a portare i pesi gli uni degli  altri, a perdonare, ad amare i nemici, a rispondere al male con il bene. 


I nostri fratelli cinesi, vescovi e fedeli, viventi e defunti, ci ricordano questo.
 

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