I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 11 2016 alle 11,54

Mons. Pei Shangde Mattia - Beijing

Vescovo di tutti

Con quattro giorni di ritardo fu diffusa la notizia che in un ospedale della provincia Hebei, era morto mons. Mattia Pei Shangde, vescovo della Chiesa "non ufficiale" di Beijing.


Mons. Mattia era nato nel 1918, era stato ordinato sacerdote il 30 maggio 1948. I primi due anni del suo ministero li dedicò all’insegnamento, ma un anno dopo l’instaurazione del regime comunista anche Pei, come gli altri religiosi, devette accettare un impiego secolare e lavorare in un’industria farmaceutica.

Negli anni della Rivoluzione Culturalem 1966- 1976, subì una condanna alla "rieducazione attraverso i lavori forzati", che terminò nel 1980. Venne consacrato vescovo nel 1989, senza ottenere mai il riconoscimento del governo. 

Pastore di riconciliazione. Mons. Pei è stato pastore stimato dai fedeli di entrambe le componenti della Chiesa di Beijing, causa ed effetto della sua vita spesa a favore di una riconciliazione fra Chiesa ufficiale e non ufficiale. Ne fu un  segno la celebrazione dei funerali, il 2 gennaio, dopo che nei giorni precedenti erano stati numerosi i fedeli passati a rendere omaggio alla salma. Nonostante le restrizioni imposte dalla polizia (accesso consentito soltanto ai residenti del villaggio di Zhangjiapu), erano presenti circa 3.000 persone (perciò almeno 2.000 da altrove), secondo testimonianze dirette riportate da Fides, 10 volte di più del computo diffuso dalle forze dell’ordine. La salma era stata vestita con l’abito e le insegne episcopali. Alla concelebrazione parteciparono anche quattro sacerdoti della Chiesa ufficiale; uno di essi tenne l’omelia e dette riconoscimento all’azione del vescovo Pei quale tessitore di riconciliazione.

Mons. Pei si era commosso, nel letto d’ospedale, per le parole con le quali il Papa chiedeva perdono ai cinesi per gli errori del passato"Quando ho sentito la notizia mi è venuto il forte desiderio di inginocchiarmi davanti alla sua persona. Vorrei tanto ringraziarlo per il profondo e paterno amore che ci ha donato attraverso il suo messaggio. Il Santo Padre ci ha fatti riunire,ufficiali e non ufficiali: solo Lui ha questa forza, coraggio e questa capacità di rendere vivo lo spirito del cristianesimo, cioè l’amore e la veritàCome ha detto Lui nel suo messaggio, noi non abbiamo paura della verità storica e di riconoscere i nostri errori. Tutto questo, anzi, ci servirà per migliorare la nostro missione nel futuro”

La stima per mons. Pei fra i fedeli della Chiesa ufficiale, si era accresciuta ultimamente, per il desiderio crescente di esprimere il legame con Roma.