I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 11 2016 alle 19,10

Mons. Filippo Pietro Zhao Zhendong, Zhangjiakou/ Xuanhua - Hebei

Xuanhua

 

Mons. Filippo Pietro, un tenace costruttore dell’unità della Chiesa: prima di morire stava studiando la Lettera di Papa Benedetto XVI alla Chiesa in Cina.
 


HebeiIl 13 luglio 2007 è deceduto, dopo anni di sofferenza per problemi cardiaci e un forte diabete,  Mons. Filippo Pietro Zhao Zhendong,Vescovo di Xuanhua nella provincia di Hebei . Il Presule, che stava per compiere 87 anni, era nato il 14 luglio del 1920 da una famiglia non cattolica ed era stato ordinato sacerdote il 14 agosto del 1949.

Durante il periodo della Rivoluzione Culturale era stato imprigionato e condannato ai lavori per ben 18 anni. Uscito dal carcere nel 1982, era tornato a lavorare nella sua diocesi. Nell’ottobre del 1989 fu consacrato Vescovo e nel 1999 divenne Ordinario della Diocesi di Xuahua.

Mons. Zhao era uomo di grandi vedute, che aveva fatto molto per l’unità della Chiesa fin dal momento in cui aveva ricevuto l’episcopato. E’ stato riferito che, prima di morire stava studiando la Lettera che il Santo Padre ha scritto alla Chiesa in Cina, e aveva manifestato la speranza che il documento pontificio avrebbe facilitato l’unità della sua diocesi. Il  Presule ha vissuto sempre sotto stretto controllo delle autorità: nonostante le sue condizioni di salute fossero molto gravi, i controlli su di lui non erano mai stati allentati.

I funerali del Presule furono celebrati con la partecipazione di molti fedeli. Questi, venuti dalle diocesi vicine a rendere testimonianza ad un confessore della fede, hanno dovuto chiedere uno speciale permesso dalle autorità locali per poter partecipare al rito religioso. 

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