I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 30 10 2016 alle 20,50

Guo Jincai Giuseppe - Chengde - Hebei

GuoIl Rev. Guo, nativo di Chengde, ha studiato nel seminario dell’Hebei fino al 1992. E' vice segretario generale dell’Associazione patriottica nazionale, vicedirettore dell’Associazione cattolica per l’amicizia internazionale e deputato dell’Assemblea nazionale del popolo.
Fu consacrato    vescovo di Chengde  senza mandato del papa il 19 novembre 2010. L’ordinazione  avvenne nella chiesa di Pingquan (Chengde) alla presenza di otto vescovi ufficiali legittimi, cioè in comunione con la Santa Sede.
  Alla cerimonia hanno partecipato anche decine di sacerdoti, 500 fedeli e vari rappresentanti del governo. Alla fine della messa, fu distribuita un’immaginetta ricordo del nuovo vescovo.
 
 


Cina e chiesaOtto vescovi uniti al papa hanno partecipano all’ordinazione illecita

 Il presidente dell’ordinazione  di Chengde fu mons. Fang Jianping of Tangshan. Altri partecipanti, sequestrati dal governo nei giorni precedenti, furono mons. Pei Junmin di Liaoning, mons. Li Lianggui di Cangzhou( XianXian), mons. Feng Xinmao di Hengshui. A questi si  aggiunsero mons. Giuseppe Li Shan, vescovo di Pechino, mons. Meng Qinglu di Hohhot, mons. Zhao Fengchang di Liaocheng e il vescovo coadiutore di Baoding, mons. An Xuxin.
L'ordnazione avvenne nonostante la dura protesta della Santa Sede. Non vi erano ordinazioni illecite dal 2006.
 
Attorno alla chiesa dove si  svolse l’ordinazione erano spiegate molte forze di sicurezza, mentre molti poliziotti in borghese controllavano ogni luogo. I cattolici locali furono molto addolorati per l’ordinazione.  Cattolici delle altre diocesi sono invece adirati per quello che il governo ha fatto contro la Chiesa, mettendo in imbarazzo i loro vescovi e il Vaticano.  
 
La diocesi di Chengde è stata fondata dal governo cinese nel maggio 2010, per far coincidere le diocesi con le strutture amministrative provinciali. Nell’annuario vaticano la diocesi è quella di Jehol. P. Guo sarà il primo vescovo della nuova diocesi che conta 20 mila fedeli, sei sacerdoti e 15 suore.
La cerimonia è avvenuta nonostante la dura protesta della Santa Sede. Non vi erano ordinazioni illecite dal 2006. 
 
 LA LEZIONE DI CHENGDE 
 
La dolorosa vicenda della ordinazione episcopale senza mandato pontificio del Rev. Guo Jincai del 20 novembre 2010, è piena di significati e può essere letta da diversi punti di vista.Io sono tra quelli che hanno sperato e creduto in una possibile intesa, a tempi brevi, fra la Cina ed il Vaticano, dopo il clima ed i passi concreti che si erano registrati in questi ultimi anni. Ma ora devo ricredermi: i tempi non sono ancora maturi. Dopo questi fatti ci vorrà molto tempo per ricreare una reciproca fiducia, necessaria per nuovi tentativi di dialogo.  Di chi è la colpa?Nel libro dell’Apocalisse  ai martiri che chiedevano “ fino a quando  Signore? “ fu risposto di pazientare ancora un poco, finché fosse completato il numero dei loro compagni di servizio..” ( Ap. 6, 9-11 )Di chi è la colpa ? “ E’ così perché siano manifestate le opere di Dio.” ( Gv.9, 3) e venga alla luce quello che c’è nel cuore degli uomini.Io vorrei richiamare l’attenzione su un aspetto della vicenda di Chengde: la testimonianza di coraggio di alcuni vescovi ufficiali e in comunione con Roma, che dopo aver detto pubblicamente che non volevano partecipare all’ordinazione illegittima sono stati messi sotto pressione o addirittura sequestrati e portati forzatamente alla cerimonia. Essi meritano la nostra solidarietà, la nostra comunione, le nostre preghiere, la nostra vicinanza.Se si guardano le cose con superficialità, dai nostri confortevoli salotti dove non si rischia nulla, si può pensare che quei vescovi sono stati deboli, qualcuno parlerà di loro come di mezzi traditori.In questi casi suggerimenti, pretese e giudizi sono fuori posto. Gesù aveva ammonito i suoi discepoli:” Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere ( Luc 21, 12) Mons. Pei, Mons. Li, Mons. Feng, Mons. An, Mons. Liu, per quanto  è stato concesso loro, hanno  dato testimonianza della loro fede. Qualcuno aveva pensato che certi metodi polizieschi e certe violazioni della libertà di coscienza appartenessero ormai al passato: da qui la dura protesta della Sala Stampa del Vaticano. Evidentemente la “sofferenza a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù non è completa. ( Ap 1, 9) Sono stati umiliati, guardati a visita—come Ignazio di Antiochia nel suo viaggio verso Roma—“ di notte e di giorno, legati a dieci leopardi, il manipolo dei soldati ( S. Ignazio di Antiochia Lettera ai Romani V,1)”. La vittoria non sta nello scappare, magari in clandestinità, ma nell’Amare. Se hanno amato e perdonato tutta la Chiesa ha vinto in loro. Non hanno da  da rimproverarsi, niente di meglio di che gloriarsi di quanto vi è accaduto. A questo punto, ma forse è stato sempre così, il    problema cruciale è l’amore vero e il perdono.Bella la coincidenza del Concistoro per la creazione di nuovi 24 cardinali con la vostra vicenda. Il rosso della porpora è un richiamo al martirio che è sempre attuale nella chiesa. Poiché la chiesa è un corpo solo non è giusto dire “a Roma si parla di martirio e in Cina e altrove lo si vive”. Siamo un solo corpo, la Chiesa di Cristo e tutti in essa abbiamo una missione, compiere il servizio sacerdotale: Amate i vostri nemici, sia quelli che con la forza obbligano a gesti contro la fede e la coscienza, sia quelli che dubitano o parlano male di voi. Le vostre sofferenze sono anche  nostre.Molti cristiani in Cina, in questi frangenti e in altri simili, si chiedono in cosa consiste la fedeltà al Papa e ai principi non negoziabili della fede cattolica. A me sembra che ogni volta che si viene meno alle Parole di Gesù.” Amatevi come io vi ho amato, amate i vostri nemici, e pregate per quelli che vi perseguitano    ( Mat 5, 44) si viene meno ad un punto non negoziabile  della nostra fede. Ogni volta che si giudica facendo processi alle intenzioni, diffondendo sospetti o notizie non verificate, la nostra fedeltà alla Carità di Cristo, quindi alla Chiesa e al Vangelo rischia di essere solo formale.Papa Benedetto XVI ci ha ricordato anche che il mondo e quindi anche la Cina, saranno trasformati se noi cristiani assumeremo la nostra storia, comprese le contrarietà e le persecuzioni,  “ Quello che dall'esterno è violenza brutale - la crocifissione -, dall'interno diventa un atto di un amore che si dona totalmente. È questa la trasformazione sostanziale […] destinata a suscitare un processo di trasformazioni il cui termine ultimo è la trasformazione del mondo fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cfr 1 Cor 15, 28).  Ora questo è l'atto centrale di trasformazione che solo è in grado di rinnovare veramente il mondo: la violenza si trasforma in amore e quindi la morte in vita. Poiché questo atto tramuta la morte in amore, la morte come tale è già dal suo interno superata, è già presente in essa la risurrezione. Nella Eucaristia l’ agape di Dio  viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi e attraverso di noi. ( Deus Caritas est n. 14 )  È questa, per usare un'immagine a noi oggi ben nota, la fissione nucleare portata nel più intimo dell'essere - la vittoria dell'amore sull'odio, la vittoria dell'amore sulla morte. Soltanto questa intima esplosione del bene che vince il male può suscitare poi la catena di trasformazioni che poco a poco cambieranno il mondo. Tutti gli altri cambiamenti rimangono superficiali e non salvano.( Benedetto XVI, Omelia a Colonia Domenica 21 agosto 2005) La vicenda di Chengde è una Parola per tutti i cristiani cinesi e per i cristiani del mondo intero: Amate i vostri nemici. 
 

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