I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 31 10 2016 alle 15,55

Han Jide Nicola O.F.M. Cap.- Pingliang - Gansu

PiglianoMons. Nicola nacque nel giugno del 1940 nella contea di Sanyuan nella provincia dello Shaanxi.
Entrò nel seminario minore dello Shaanxi nel 1957 e potè continuare i suoi studi presso l’allora vescovo Mons. Giuseppe Zhong Huaide.  Fu ordinato sacerdote per la diocesi di Pingliang nel 1985. Fu consacrato clandestinamente vescovo dal suo predecessore Mons. Filippo Ma Ji della comunità ufficiale nel 1996. Divenne l’ordinario il 5 settembre del 1999 dopo la morte del vescovo Ma avvenuta nel febbraio dello stesso anno. Mons. Han Jide, religioso cappuccino, suo successore dall’aprile 1999, è ufficiale e legittimo..
La diocesi di Pingliang comprende le città di Pingliang e Qingyang. L’area totale si estende su circa 38,416 Kmq.  Nel 2006 le due città avevano una popolazione di 4 milioni e 800 mila abitanti. Una statistica del 2009 dice il gruppo Hui Mussulmano è il gruppo maggioritario e raggiunge il 98,8 % del totale della popolazione digrumi minoritrI CHE à DI 162.OOO. 
     La Diocesi è molto povera, in una zona montagnosa poco accessibile e ha una quindicina di preti
 
 
 


Pigliano 2I rapporti con l’Associazione Patriottica

Il caso di Mons. Ma Ji

Mons. Ma Ji è stato il primo vescovo a rendere pubblico un documento nel quale spiegava i motivi per i quali non poteva accettare l’Associazione Patriottica. Era vescovo ufficiale e dopo la suddetta dichiarazione  poté continuare le sue funzioni quasi indisturbato.

Il Rev. Ma fu nominato Amministratore Apostolico prima di essere consacrato vescovo nel 1987. Alla vigilia della festa dell’Assunzione dell’anno seguente pubblicò un documento nel quale pubblicamente dichiarava di lasciare le strutture della comunità ufficiale. Scrisse che la struttura della comunità ufficiale voluta dal governo stava diventando sempre più inaccettabile ai fedeli. Accusava alcune alte gerarchie della comunità ufficiale di aver abbandonato la dottrina fondamentale della Chiesa e che alcuni dopo aver abbandonato il celibato continuavano nel loro ministero sacerdotale. La Chiesa e il governo gli chiesero di ritirare il documento. Non è chiaro cosa successe in seguito, ma il vescovo Ma rimase nella comunità ufficiale fino alla morte avvenuta nel 1999.

Mons. Han Jide 
 
 Nel dicembre del 2000 Mons.Han decise di ”aderire” all’Associazione Patriottica dopo essersi consultato con l’Arcivescovo Mons, Li Duan di XI’an e diversi sacerdoti anche di Taiwan e di HongKong.
L’argomento decisivo per il Vescovo: l’APCC non è un’organizzazione ecclesiale, ed è meglio esserci dentro per guidarla ed evitare che schiacci la Chiesa, piuttosto che restarne fuori. Su questo ha trovato consenso dalle persone con le quali s’è consultato.
Non è mai stato chiaro che cosa comportasse “l’adesione” all’APCC. Gli ambiti di essa, in fondo, dipendono dagli interessati, vescovi, se hanno o no intelligenza e coerenza. Molti hanno optato per la partecipazione, in modalità svariate, ottenendo maggior libertà d’azione ma anche sapendo dire e stabilendo chiaramente i limiti non oltre passabili. Sono uomini dei quali la fedeltà non si può mettere in dubbio,  ad esempio i vescovi Li Duan, Zhang Wenbin, gran parte dei vescovi dello Shanxi, o Giuseppe Xu di Wanxian, ecc.
Era importante che un passo del genere venisse spiegato dagli interessati con pazienza, nelle sue motivazioni e nei suoi scopi, in modo da evitare il più possibile ogni scandalo. Va sottolineato, inoltre, che la Santa Sede non ha mai imposto sanzioni contro chi accetta o prende parte all’APCC. Roma ha sempre cercato di star fuori dalla lotta, da un lato avendo chiara la natura iniqua dell’Associazione, dall’altro sapendo che essa esiste per esplicita volontà del Governo. Roma ha tacitamente confidato sulla buona volontà dei Vescovi. Prese di posizione sono state assunte dinanzi a precisi disordini, quando individuati.
E’ invece distruttiva l’azione di quelli  che affermano il falso, minacciando  facili scomuniche, seminando discordia e accuse alle persone sul sentito dire e non conoscendo le situazioni e le intenzioni dei singoli. Certamente  la Santa Sede si aspetta una presenza vigorosa e intelligente dai vescovi che sono all’interno degli organismi ufficiali, sapendo difendere la dottrina e la disciplina della Chiesa.  Gansu

 
 
 
 

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