I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 27 10 2016 alle 20,53

Mons. Huang Shoucheng Vincenzo Funing/Mindong - Fujian

HuangMons. Huang Shoucheng

          Negli oltre 60 anni di sacerdozio, Mons. Huang ne ha passati 35 fra prigionia, lavori forzati e arresti domiciliari, dando eroica testimonianza di fede, di fedeltà incondizionata al successore di Pietro e di comunione profonda con la Chiesa Universale.

         


Il Sabato 30 luglio 2016, ci lasciò  all’età di 93 anni Mons. Vincenzo Huang Shoucheng, Vescovo di Funing, nella provincia di Fujian. Il 15 maggio  era stato portato in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute: si era ripreso alquanto e desiderava morire in casa, ciò che è poi avvenuto. 

Il Presule era nato il 23 luglio 1923 a Kangcuo nei pressi di Fu’an (Fujian) in una famiglia di tradizione cattolica. Aveva frequentato il seminario minore di Luojiang e aveva compiuto gli studi filosofico-teologici presso il seminario maggiore di Fuzhou. Il 26 giugno 1949 aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale dall’Amministratore Apostolico di Funing,  Mons. Tommaso Niu Huiqing. fujian

Dopo l’ordinazione insegnò nel seminario minore di Funing ed fu  parroco a Xiapu e in altre parrocchie. Con zelo apostolico annunciava il Vangelo di Cristo.   

Il 9 gennaio 1985  ricevette l’ordinazione episcopale dalle mani di Mons. Paolo Liu Shuhe, Vescovo di Yixian, per l’ufficio di Coadiutore di Mons. Xie Shiguang, Vescovo di Xiapu: dopo la morte di Mons. Xie, il 20 agosto 2005, gli succedette, divenendo Ordinario di Xiapu (Funing).

Il 27 dicembre 2008 ordinò, come proprio Coadiutore, Mons. Vincenzo Guo Xijin, garantendo in tal modo la successione nella Diocesi.

Il defunto Presule, nonostante che non fosse riconosciuto dalle Autorità civili, svolgeva con zelo il ministero della predicazione, teneva incontri con il clero e con le religiose, promuoveva la pastorale delle vocazioni e seguiva con cura la formazione dei sacerdoti, delle religiose e dei fedeli laici. 

 

mindong

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sotto la sua guida, la diocesi di Funing/Mindong) è cresciuta notevolmente. Egli viene ricordato, da chi lo ha conosciuto, come un grande Pastore, coraggioso, paziente, umile, pieno di fede e dedito all’evangelizzazione.

La Diocesi conta oggi circa 90 mila cattolici con oltre 60 sacerdoti, 200 suore e 300 vergini consacrate, impegnate nell’evangelizzazione. Le esequie si tennero nella cattedrale, con la partecipazione di migliaia di fedeli. 

 

LA EREDITA’ di  Mons. Vincenzo 
 

            Il Presule, 93 anni, è stato riconosciuto e apprezzato da cristiani ufficiali e non ufficiali, come ordinario della Diocesi di Mindong, ma mai riconosciuto come vescovo dalle Autorità. Mons. Vincenzo Huang Shoucheng che ha passato 35 anni fra prigionia, lavori forzati e arresti domiciliari, è stato umiliato anche dopo morte: “i funerali siano semplici, la salma senza le insegne episcopali e i fedeli siano pochi” hanno decretato le Autorità. Anche al suo successore, Mons. Guo che ha presieduto la celebrazione delle esequie è stato domandato di non indossare segni vescovili ed egli ha accettato con benevolenza. In questa accettazione con benevolenza, delle condizioni umilianti che le autorità hanno imposto  c’è tutta la eredità di Mons. Vincenzo.

            Chi conosce la storia degli ultimi cinquant’anni in questa Diocesi sa benissimo che i suoi pastori, non hanno mai difeso la loro comunione con Roma con la contrapposizione alle autorità. Hanno sempre cercato attraverso il dialogo di salvare la natura e la missione della Chiesa cattolica a loro affidata. Sono stati umiliati ? Certo, che lo sono stati e in  modo grave, ma hanno sempre accettato quelle umiliazioni per il bene dei loro fedeli. Hanno sbagliato le Autorità nella loro ostinazione ? Certo che hanno sbagliato nel privare i legittimi pastori della loro libertà, della loro dignità, come quella di vestire, da vivi e da morti, le insegne episcopali.

         Ma quegli sbagli, accettati “ con benevolenza”, cioè con lo Spirito di Cristo, hanno dato molti frutti come ha detto un sacerdote di Mindong:” Grazie a Mons. Vincenzo  la Chiesa di Mindong ha potuto crescere e rinnovarsi. Le sue sofferenze hanno portato frutti all’evangelizzazione. In questi anni sono nate e cresciute centinaia di comunità e di parrocchie.” Gli 80.000 fedeli, conosciuti ma non riconosciuti dal Governo, sono molto organizzati e vivi, con oltre 45 sacerdoti, più di 200 suore, più di 300 laiche consacrate e centinaia di laici catechisti.

       Nel difendere la natura e la missione della chiesa, oltre  ai limiti teologici invalicabili  c’è uno spirito, quello del Servo, che rinunciò a diritti e dignità, che deve essere presente anche quando si subiscono piccole umiliazioni che non intaccano la dottrina. Troppo spesso quando si parla di principi non negoziabili si dimentica lo Spirito con cui ci si difende. E' importante alla luce della storia della Diocesi di Mindong, ma non solo quella, discernere con quale spirito si dialoga, si resiste, si accettano le umiliazioni, si scrive sulle vicende della Chiesa in Cina.

             Lo disse apertamente Papa Francesco tre giorni dopo la sua elezione ai rappresentanti della stampa:” gli eventi della storia della Chiesa vanno riportati tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede.  La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio, il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l’incontro con Gesù Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera”(DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI RAPPRESENTANTI DEI MEDIA 16 marzo 2013).

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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