I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 10 2016 alle 21,41

Han Zhihai Giuseppe, Lanzhou - Gansu

 

Lanzhou

 

La sua Lettera agli amici del 2003 è ancora attuale !

"Negli ultimi 20 anni abbiamo osservato con cura i molti sforzi fatti da Papa Giovanni Paolo II per capire meglio la situazione della Chiesa cattolica cinese. Ci siamo sentiti rafforzati e confortati dalle sue incoraggianti parole. Quando ci è stato detto che alcuni vescovi ufficiali, erano stati legittimati e riconosciuti dal Santo Padre,  per lungo tempo siamo rimasti sospettosi perché non avevamo molti contatti con i preti e i vescovi ufficiali". 

 
 
 
 
 


 

Il vescovo Giuseppe nato nel 1966, divenne sacerdote nel 1994 e fu nominato vicario generale di mons. Filippo Yang Libai. Fu consacrato vescovo clandestinamente il 5 gennaio 2003 da mons. Paolo Xie Tingzhe, vescovo di Urumqi, Xinjiang, alla presenza di 6 sacerdoti; successe al vescovo Yang che era stato consacrato segretamente nel 1981 e deceduto nel 1998. 
Mons. Yang, era stato una figura chiave nel tentativo di costituire la Conferenza Episcopale Clandestina nel 1989. Il presule era stato più di 30 anni in  carcere nei suoi quasi 50 anni di vita sacerdotale, sempre determinato nel suo rifiuto di entrare nella Associazione Patriottica; fu tenuto dalle autorità in una azienda agricola per la rieducazione attraverso il lavoro.

Nel 2003 il vescovo Han scrisse una lettera per esprimere il suo desiderio di comunione. La Lettera fu presentata al Simposio dei Colloqui Cina - Europa nel 2003. Dall’ottobre del 2009, Mons. Han è riconosciuto dal governo cinese come prete, ma non come vescovo, tuttavia lavora apertamente nella diocesi.

   Il territorio della diocesi si estende per più di 2.000 chilometri e copre 20 contee, incluse 4 città sulla via della seta:  Dunhuang, Jiuquan, Wuwei, Zhangye, come pure Dingxi e Lanzhou. Lanzhou si trova a 1.170 chilometri a sud ovest di Pechino  e 1.710 chilometri nord ovest di Canton. 

 gansu

La città è situata sulla parte superiore del corso del Fiume Giallo, dove il fiume emerge dalle montagne. Il fiume scorre da ovest verso est. Lanzhou è stato un centro fin dagli antichi tempi  trovandosi all’estremo sud della via che conduce al  corridoio Hext che  attraversa l’Asia Centrale.
 Lanzhou aveva una popolazione di 3.310.100 nel 2008 ed è una delle 12 province autonome  incluse nel Piano strategico di sviluppo della Regione Occidentale della Cina. La diocesi di Lanzhou si trova lungo l’antica Via della Seta su gli altopiani nord occidentali della Cina ed è considerata il centro geografico della Cina nord occidentale. Le famose cave di Dunhuang, dove si trovano gli affreschi di Buddha ritenuti patrimonio culturale del mondo, sono situati 900 chilometri a nord ovest della diocesi.
Il Museo della Chiesa per aiutare le giovani generazioni ad apprezzare il lavoro dei primi missionari si trova a Wuwei 300 chilometri a nord west di Lanzhou.
L'orfanotrofio di Lanzhou fu aperto nel 1994 con 40 bambini. In seguito alla politica del figlio unico che favoriva i figli maschi, vi erano molte femminucce e handicappati abbandonati per le strade o al di fuori della chiesa. Mons. Yang aprì l’orfanotrofio per accoglierli. Le Suore della Sacra Famiglia hanno cura della casa. Nel 1998 alcune delle suore furono inviate in altri orfanotrofi per apprendere l’arte di assistere i bambini. Nel 2004 mons. Han ricostruì l’orfanotrofio in Yingfengtan, ufficialmente aperto il 3 maggio del 2006.
Durante gli ultimi 15 anni la casa ha ospitato 118 orfani, dei quali più di 20 sono morti. Più di 70 sono stati adottati dalla gente nel Gansu, Hebei,Henan e Shanxi. Attualmente ci sono 17 orfani con gravi disturbi, di età da uno a venti anni.
La diocesi di Lanzhou, conta più 200 suore di quattro diverse congregazioni, molto attive nell’assistenza ai malati e agli anziani e nelle visite alle famiglie. Attualmente la diocesi ha 24 seminaristi maggiori e 10 minori, e si prende cura di  un centro per bambini portatori di handicap e di quattro cliniche. 
I Cattolici sono  40.000, i sacerdoti diocesani 38, per un quarantina di parrocchie.
Il Convento delle Figlie di Nostra Signora della Cina è una congregazione fondata da mons, Yang nel maggio del 1966 con 11 suore all’inizio. Nel 2005 le religiose professarono i loro voti perpetui
Le Sorelle della Sacra Famiglia: Congregazione fondata nel 1910 nella Diocesi di Yanzhou nello Shandong e poi diffuse nelle province dello  Henan,  Gansu. Nel settembre del 2009 mons. Han consacrò il nuovo Convento.
Sorelle Missionarie Serve dello Sirito Santo: Congregazione iniziata in Cina nel 1905 nello Shandong. Nel 1924 arrivarono nel Gansu e aprirono orfanotrofi, scuole e cliniche. 
La diocesi di Lanzhou è una delle tre diocesi nella provincia del Gansu nella quale la comunità clandestina, non riconosciuta dal governo, opera apertamente ed è molto attiva. Le altre due sono Pingliang e Tianshui.
 09:11:10Lanzhou
 

Lettera di Mons. Han agli amici  del 1/10/2003 

 

"È giunto il tempo di stare al passo con la chiamata di Papa Giovanni Paolo II per ricostruire l'unità nella Chiesa Cinese".

 Io  sono il vescovo della diocesi di Lanzhou, successore del vescovo Filippo Yang(1). Appartengo alla generazione dei preti più giovani, che hanno guardato sempre con devozione filiale e grande ammirazione il nostro caro vescovo Yang e i sacerdoti dei suoi tempi che hanno sostenuto la nostra Chiesa durante i difficilissimi e critici momenti prima, durante e dopo la Rivoluzione Culturale. Insieme al vescovo Yang e a tutti i sacerdoti della sua epoca, per lungo tempo abbiamo temuto che un gruppo di vescovi, sacerdoti e cattolici cinesi, manipolati dalla Associazione Patriottica, avrebbero causato uno scisma nella nostra Chiesa, creando una Chiesa Cattolica Indipendente, lontana dalla Chiesa Universale e dal Papa. Ci siamo rifiutati di unirci a loro nella celebrazione Eucaristica e abbiamo incoraggiato i cattolici a fare lo stesso perché era nostro dovere proteggere l'unità della Chiesa con la Chiesa Universale e con il Santo Padre. Siamo profondamente dispiaciuti che questo abbia causato divisione all'interno della Chiesa cinese, ma abbiamo preferito questa situazione pur di non avere l'intera Chiesa cinese separata da Roma.

Negli ultimi 20 anni abbiamo osservato con cura i molti sforzi fatti da Papa Giovanni Paolo II per capire meglio la situazione della Chiesa cattolica cinese. Ci siamo sentiti rafforzati e confortati dalle sue incoraggianti parole. Più tardi ci è stato detto che alcuni vescovi ufficiali, nominati dal governo cinese, sono stati legittimati e nominati dal Santo Padre, su loro richiesta e dopo che questa richiesta è stata verificata e approvata. Questo [fenomeno] è cominciato diversi anni fa e per lungo tempo siamo rimasti sospettosi perché non avevamo molti contatti con i preti e i vescovi ufficiali e non potevamo verificare la verità. In seguito abbiamo avuto più contatti con molti vescovi ufficiali e abbiamo saputo che la maggioranza dei vescovi ufficiali sono ora in unità con il Papa e con la Chiesa Universale. Insieme con i vescovi non ufficiali, i vescovi legittimi sono ormai la stragrande maggioranza dei vescovi cinesi.

 Negli ultimi anni, nella nostra diocesi abbiamo sviluppato contatti occasionali con sacerdoti e fedeli della Chiesa ufficiale. Sacerdoti ufficiali e non ufficiali della diocesi di Tianshui, vicina a noi, hanno perfino concelebrato insieme l'Eucaristia. Lo hanno fatto perché hanno sentito di continuo che il Papa ci incoraggia, noi cattolici cinesi, a promuovere la riconciliazione e ricostruire l'unità della Chiesa cattolica cinese, secondo il desiderio di nostro Signore Gesù Cristo, che pregò [dicendo]: "Che tutti siano uno!" (Giov. 17,11).

 Da quando sono divenuto vescovo (non ufficiale) di Lanzhou, nella mia mente e nel mio cuore è presente questa domanda: la nostra Chiesa deve essere unita, secondo la preghiera del Signore Gesù e l'espresso desiderio del Santo Padre. Ma quando sarà il tempo giusto per questo e quale è la via giusta per fare questo?

 Devo confessare che nel mio cuore albergano ancora alcuni dubbi. Dopo tutto, vi sono ancora diversi vescovi ufficiali che non sono uniti al Papa. E quando si parla dell'unità con la Santa Sede, così essenziale per noi, l'atteggiamento dell'Associazione Patriottica è ambiguo. Tale ambiguità è la ragione per cui diversi fra i miei fratelli vescovi della comunità non ufficiale sono riluttanti a fare dei passi verso la riconciliazione e io comprendo fino in fondo la loro esitazione. I nostri cattolici si sentirebbero colpevoli se partecipassero all'Eucaristia di una comunità cattolica ufficiale. Alcuni documenti della Chiesa - i "13 punti" e gli "8 punti" (2) - hanno confermato l'atteggiamento dei cattolici non ufficiali.

 Ma negli ultimi anni molte cose sono cambiate. Io mi sento molto incoraggiato dal fatto di aver saputo che la grande maggioranza dei nostri vescovi, preti e fedeli sono uniti nella stessa fede e uniti attorno al Papa. D'altra parte sento come profondamente dannoso per la nostra chiesa il fatto che siamo ancora divisi in una "Chiesa ufficiale" e in una "Chiesa non ufficiale", celebrando l'Eucaristia separatamente, mentre l'Eucaristia è proprio il luogo in cui la nostra unità viene creata e celebrata. Tutto ciò è una contraddizione.

 Sono convinto che non possiamo più ignorare la preghiera del Signore Gesù "che tutti siano uno". In quanto vescovo, pastore del gregge della diocesi di Lanzhou, io mi sento obbligato a dire ai miei fratelli vescovi: liberiamo i cattolici cinesi da questa ambigua situazione di divisione. Il desiderio del Papa, tante volte ripetuto - ad esempio durante la commemorazione del 400mo anniversario di Matteo Ricci - e che ci spinge alla riconciliazione, ci fa capire che documenti ecclesiastici anteriori che scoraggiano le celebrazioni eucaristiche congiunte di comunità ufficiali e non ufficiali non si adattano più ai nostri fedeli, dato che essi partecipano ad un'eucaristia con un vescovo o un prete che ha dichiarato con chiarezza la sua unità con il Santo Padre e con la Chiesa Universale e dato che è l'Eucaristia ad accrescere l'unità. Dobbiamo ammettere che per la Chiesa in Cina sta emergendo una nuove situazione, che ci richiede di prendere nuove iniziative. Perciò io suggerisco ai miei fratelli vescovi e preti - della Chiesa non ufficiale e ufficiale - di mettere in atto passi più concreti verso l'unità della Chiesa cattolica cinese.

 Manifestiamo con chiarezza alle nostre comunità che noi - vescovi e preti - siamo in unità di fede con il Santo Padre e con la Chiesa Universale, così che tutti sappiano la posizione l'uno dell'altro con chiarezza. In questo modo potremo, con coraggio e pace, muoverci per incontrarci l'un l'altro e celebrare nell'Eucaristia la nostra unità in Cristo e nell'unico e stesso Padre. Questo è ciò per cui il Signore Gesù ha pregato e ciò che il Santo Padre si attende da noi.

 Ho fiducia che, se avremo il coraggio e la generosità di fare ciò, vi sarà un grande rinnovamento nella Chiesa cinese. La nostra unità nella fede non diminuirà in nessun modo l'amore per il nostro Paese. Al contrario, esso rafforzerà la nostra capacità di collaborare insieme per edificare e modernizzare la nostra nazione.

 

Luglio 2003

 Vescovo Giuseppe Han Zhihai, Vescovo di Lanzhou (Gansu)

Note

(1) Mons. Filippo Yang Libo, è stato uno dei primi vescovi ordinati in segreto, nel 1981. In precedenza, fin dagli anni '50, aveva trascorso lunghi periodi di prigionia. Era responsabile delle province del Sud-ovest (Gansu e Xinjiang). A lui si deve la ripresa della vita cattolica negli anni '80, grazie a un buon numero di preti da lui ordinati. Nel novembre 1989 a Zhangerce (Sanyuan, Shaanxi) è fra i fondatori della Conferenza Episcopale Clandestina. Per questo viene arrestato ancora una volta per diversi anni. È morto il 15 febbraio 1998.

(2) I cosiddetti "13 punti", sono nati negli anni '80 nell'ambiente clandestino di Baoding (Hebei), in reazione alle spinte patriottiche e di intesa con il regime. Al tempo vennero attribuiti all'autorità indiscussa di mons. Giuseppe Fan Xueyan, ma lui li ha sempre sconfessati. Essi affermavano l'invalidità dei sacramenti celebrati dai "patriottici" e comminavano pene severissime per quanti entravano nelle chiese ufficiali, o avvicinavano il clero patriottico. Ogni avvicinamento a loro era bollato come peccato mortale. I "13 punti" rischiarono di aggravare i rapporti nella Chiesa. Nel 1988, la Sacra Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli inviò quelli che verranno conosciuti come gli "8 punti", che sono delle indicazioni-base per i credenti nell'affrontare la situazione di emergenza e di ambiguità creata dall'ingerenza statale nella vita della Chiesa.

deserto

 


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