I VESCOVI CINESI

Con questo Blog vogliamo lanciare e sostenere una campagna di preghiere per la Chiesa che è in Cina. La Chiesa voluta da Cristo è basata sul fondamento degli Apostoli. "Con la preghiera si può fare molto di concreto per la Chiesa in Cina" (Papa Benedetto XVI). E' sempre difficile pregare per chi non si conosce: notizie precise e concrete sui Vescovi cinesi ci aiutano a vivere meglio la comunione con loro e a dare loro fiducia. Papa Francesco ha detto che lui stesso ogni mattina prega per tutto l'amato popolo cinese. Ricordiamoci anche come S. Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni, ha offerto le sue preghiere e la sua vita per i fratelli sparsi nel mondo.
Se, poi, vuoi sapere qualcosa di più sui fratelli cinesi manda una E-Mail a: gigidisacco@gmail.com cercheremo di rispondere alle tue richieste.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 11 2016 alle 22,23

Li Suguang Giovanni Battista - Nanchang - Jiangxi

NanchangIl vescovo Li è nato nel 1964 in una famiglia cattolica di Changzi, nello Shanxi. Dopo aver preso il diploma superiore, nel 1987, entrò nel seminario diocesano, e poco dopo in quello di Pechino. Viene ordinato sacerdote nell’agosto del 1992 e inviato a Shuozhou per tre anni. Eletto vicario generale nel 1999, viene eletto vescovo coadiutore nel luglio del 2009. Mons. Li è il nono vescovo ordinato in Cina dall’inizio del 2010.

Il vescovo Li, approvato dalla Santa Sede e riconosciuto dal governo cinese, ha detto di voler lavorare con impegno per la riconciliazione fra le due comunità cattoliche che attualmente vivono nella diocesi.   Il presule sottolinea inoltre che la sua ordinazione è stata comunicata anche al vescovo non ufficiale di Yujiang, il 90enne mons. Tommaso Zeng Jingmu. In ogni caso, l’evangelizzazione parrocchiale e il lavoro di formazione saranno le altre priorità del nuovo vescovo, a capo di circa 70mila cattolici.

L' ordinazione è stata celebrata da mons. Giuseppe Li Shan di Beijing, che si è avvalso come co-ordinatori di mons. Zhao Fengchang di Liaocheng e di mons. Shen Bin di Haimen. Tutti i tre presuli sono approvati dalla Santa Sede. Presente anche il vescovo ordinario della diocesi, mons. Wu Shizhen, molto malato. C’erano anche cattolici non ufficiali, fra cui tre sacerdoti. Alla cerimonia c’erano  lo zio e i parenti del nuovo vescovo, arrivati dallo Shanxi. Il vescovo, “la cerimonia è stata molto toccante, mi ha commosso soprattutto vedere questa cooperazione e unità fra i sacerdoti e i fedeli per prepararla”. Erano presenti mille cattolici, e la messa è stata concelebrata da 80 sacerdoti.  

 


Diocesi di Nanchang, Jiangxi

  jingxiLa provincia è nella parte centrale della Cina, circondata a nord da Hubei, Anhui e Zhejiang; a ovest dal Hunan; e ad est dal Fujian; a sud , confina per brevi tratti con il Guangdong. La natura montagnosa (anche se non vi si trovano altitudini rilevanti) dell’intero territorio, la sua poca accessibilità, soprattutto per la mancanza di strade, hanno contribuito a mantenere la popolazione del Jiangxi in uno stato di arretratezza e povertà, frenando notevolmente lo sviluppo.

La provincia di Jiangxi, poverissima e arretrata, dove lo sviluppo ha maggiormente dovuto fare i conti con una forte base ideologica assai sinistrorsa e poco formata a capire la modernità, è poco accessibile né ha attrattive turistiche di rilievo. La provincia, dove  si erano asserragliate le forze comuniste incalzate dai Nazionalisti è stata il punto di partenza della mitica Grande Marcia; Durante la Rivoluzione culturale qui erano stati inviati, per scomparire, un buon numero di capi del Partito, incluso Deng Xiaoping e la sua famiglia, e qui si sono verificati numerosi casi documentati di cannibalismo. 

Ancor oggi, lo Jiangxi è una delle solide basi del PCC più di sinistra, che conserva una forte avversione nei confronti di ogni religione e della Chiesa cattolica. L’ambiente è ancora ideologicamente “rosso” e non amico verso la pratica religiosa. Una delle ragioni che spiegano i compromessi nei quali sono caduti alcuni esponenti più deboli della Chiesa e l’arroccamento difensivo di altri componenti questa “comunità cattolica” sostanzialmente piccola. 

La Chiesa vi si è impiantata già alla fine del 1600: il Vicariato apostolico dello Jiangxi porta infatti la data del 1696. Dopo un alternarsi di diversi ordini religiosi sul territorio, finalmente, nel 1838, il vicariato viene affidato ai preti della Missione (i lazzaristi), che vi rimangono fino agli anni Quaranta del secolo scorso.

Il Vicariato Apostolico. di Nanchang (il capoluogo) venne istituito nel 1924, succedendo a differenti denominazioni e suddivisioni. Furono fondate altre quattro circoscrizioni: Yujiang, nel 1920 (ma il V.A. del Jiangxi orientale esisteva già nel 1885); Ji’an, nel 1879; Ganzhou, nel 1920; e Nancheng, nel 1932.

Per il Governo, oggi esiste soltanto la Diocesi di Jiangxi, con un Vescovo, con sede nel capoluogo, Nanchang. A Yujiang, opera Mons. Tomaso Zeng Jingmu (ordinato prete nel 1949, vescovo il 17 gennaio 1990), clandestino molto determinato, coadiuvato da una ventina di preti, tutti regolarmente perseguitati dalla Polizia. Mons. Tomaso, 82 anni, non è molto aperto al  dialogo.

 

 

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